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Quando ci sentiamo oppressi dalle gabbie mentali delle aspettative altrui, dai dogmi culturali imposti, dal peso dei giudizi e dai piccoli ricatti morali, ci risulta irresistibile il fascino dell’istinto, di quell’energia atavica che sembra rappresentare la nostra natura più intima e vera.
Sfruttare questa corrente potente può esser utile per rompere gli argini dei nostri schemi ed uscire dall’ipnosi, ovvero da quello stato di rimbambimento della vita automatica che ci imprigiona nelle trame della nostra mente.
Tuttavia, dalle acque tumultuose dei moti viscerali si deve uscire al più presto, e al comando della nave deve tornare il comandante. Non si può seguire per sempre la pancia.
Altrimenti, citando un famoso aforisma di Kierkegaard: “La nave è ormai in preda al cuoco di bordo e ciò che trasmette al microfono del comandante non è più la rotta, ma ciò che mangeremo domani”.