Accogliere l’inatteso, l’inaspettato, significa aprirsi alla vita.
Ciò che sfugge alle nostre programmazioni, alle nostre pre-figurazioni, si sottrae al crudele processo riduzionistico del condizionamento rassicurante. Ma la paura che emerge dalle nostre insicurezza interiori, dal non essere, spesso ci impedisce di consegnarci liberi a questo atteggiamento di apertura, ci impedisce di apprezzare la meravigliosa unicità del reale. Così, finiamo con l’anteporre alla realtà i nostri schemi, le nostre interpretazioni e aspettative, mortificando quell’energia trasformativa del divenire che ci giunge sempre nuova.