Ad un tratto, nelle nostre vite, ci possiamo render conto di aver accumulato una quantità enorme di comportamenti, atteggiamenti e convinzioni su noi stessi, talmente distanti dalle esigenze reali della nostra interiorità, che sentiamo di aver perso completamente quella capacità intuitiva di distinguere ciò che è giusto da ciò che non lo è, ciò che fa bene da ciò che invece ci può far male…
Obnubilati dal torpore dell’attaccamento alle immagini della mente, avvertiamo di non riuscire più a discernere e a orientarci. Costruirsi un’identità è l’atto più crudele che possiamo fare a noi stessi.
La personalità che ne risulta diventerà la nostra gabbia dorata, creando i presupposti per la dipendenza e portandoci a desideri nascosti di fuga, evasione e a condotte autosabotanti.
La vera identità non può essere ignorata per sempre.